Super CashBack : soldi buttati?

Ad un paio di mesi dal debutto del cashback e del super-cashback i furbetti si sono fatti sentire e, come sempre purtroppo avviene in Italia, centinaia di migliaia di persone hanno cominciato ad escogitare subdoli stratagemmi per accaparrarsi quanto più possibile dallo stato.

Il cashback prevede il rimborso del 10% sull’importo degli acquisti che verranno effettuati con carte per un massimo di 150 euro per ciascun semestre purché vengano effettuati almeno 50 acquisti. Oltre a questo,però, è stato anche previsto un premio speciale chiamato  Super Cashback di ben 1.500 euro che andrà nelle tasche delle prime 100.000 persone che hanno effettuato un maggior numero di acquisti validi per il cashback. Quindi per assegnare il Super Cashback viene redatta una sorta di classifica in base al numero di transazioni (non importa assolutamente l’importo di ciascuna transazione). Il  Super Cashback verrà assegnato al termine di ogni periodo e quindi di ogni semestre.

Seppure l’idea del governo, quando ha progettato il super cashback, era nobile e si voleva disincentivare l’uso dei soldi contanti (il progetto Piano Italia cashless) per combattere l’evasione fiscale; non si è tenuto conto dei tanti “furbetti” che vivono nel nostro paese …

Per scalare la classifica ed aggiudicarsi il super cashback infatti tantissime persone hanno cominciato a dividere le transazioni e i distributori automatici di benzina sono stati presi d’assalto da tantissime persone che hanno cominciato a fare micro transazioni di 20, 30 centesimi per volta per aumentare il numero di operazioni e scalare la classifica. Praticamente con un pieno di benzina riescono ad effettuare anche 50, 60 operazioni.

Il risultato? Un grosso spreco di denaro! I denari destinati al Super CashBack andranno inevitabilmente nelle mani di questi furbetti a discapito in primis dei commercianti che hanno l’onere di pagare le commissioni per queste micro transazioni.

E come sempre accade in Italia fatta la legge trovato l’inganno…

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